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L'universo Filippine
Viaggio a Manila & dintorni
PINO SCACCIA
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Manila - Le autorità filippine hanno innalzato il livello di allerta dopo che uno dei vulcani più attivi del Paese ha cominciato a eruttare nuvole di cenere, e hanno avvertito gli abitanti di stare alla larga da un'area di 4 chilometri intorno alla cima. Il vulcano Bulusan, al centro delle Filippine, circa 375 chilometri da Manila, nella provincia di Juban, è alto1565 metri. Il video
Manila. Questa, se Dio vuole, è l'ultima giornata nelle Filippine dopo un mese e mezzo duro ed emozionante, molto pieno. Doveva essere una trasferta breve, una decina di giorni, gli eventi l'hanno quadruplicata. "Ed è andata bene" come dice padre Bossi che per primo si aspettava un sequestro di due, tre mesi. Non faccio mai i bilanci (e comunque i saluti sono destinati a stasera, quando chiuderò il pc) perchè comunque ogni esperienza ha la capacità di arricchirti, ma questo viaggio mi lascia qualcosa in più, mi ha fatto conoscere persone straordinarie che porterò dentro e da cui comunque non mi staccherò. Oggi, come sempre alla vigilia della partenza, sarà una giornata frenetica, dedicata all'organizzazione. Ma soprattutto catturerò le ultime immagini, ascolterò le ultime voci, sentirò gli ultimi odori di una terra strana e straordinaria. Sono felice di essere stato qui per così tanto tempo, ma sarei un ipocrita se non ammettessi che sono felice di tornare a casa. Passando, però, prima per il caos gioioso di Hong Kong. Finalmente in vacanza.
Rinviato l'attacco a Basilan. Il d-day è per martedì. Cinquemila marines pronti a intervenire MANILA - LA POLIZIA FILIPPINA HA IDENTIFICATO I RESPONSABILI DELL'AGGUATO DEL 10 LUGLIO AI 14 MARINES, DIECI DEI QUALI TROVATI DECAPITATI, CHE ERANO IMPEGNATI NELLE RICERCHE DEI SEQUESTRATORI DI PADRE GIANCARLO BOSSI, IL MISSIONARIO ITALIANO TORNATO IN LIBERTA' DOPO 39 GIORNI DI PRIGIONIA LO SCORSO 19 LUGLIO. SOTTO ACCUSA SONO SEI UOMINI DEL MILF (FRONTE ISLAMICO DI LIBERAZIONE MORO) E DUE LEADER DEL GRUPPO ESTREMISTA ABU SAYYAF. UNO DEI SEPARATISTI DEL MILF IDENTIFICATI, HAMSA SAPANTUN, E' IL CAPO DEL GRUPPO ATTIVO NELLA PROVINCIA MERIDIONALE DI BASILAN, HA DETTO IL CAPO DELLA POLIZIA DELLA REGIONE OCCIDENTALE DI MINDANAO, JOEL GOLTIAO. GLI ALTRI GUERRIGLIERI ACCUSATI DELLE ATROCITA' SUI MILITARI SI CHIAMANO NOT MUDDALAN (ALIAS NOT); SUHUD LIMAYA (HUD); SULAIMAN MURATA; HADJI DAN ASNAWI (ADAN) E FURUJI MAS-UD. I DUE GUERRIGLIERI DI ABU SAYYAF, GRUPPO INSERITO NELL'ELENCO USA DELLE ORGANIZZAZIONI TERRORISTICHE, SONO FURUFI INDAMA E NURHASAN KALLITUT JAMIRI, HA RIFERITO IL CAPO DELLA POLIZIA LOCALE GOLTIAO. L'AGGUATO AI MARINES FILIPPINI E' STATO COMPIUTO DA CIRCA 300 UOMINI ARMATI. LA LEADERSHIP DEL MILF AVEVA AMMESSO IL COINVOLGIMENTO DEI SUOI UOMINI NELL'OPERAZIONE, NEGANDO PERO' OGNI RESPONSABILITA' PER LA DECAPITAZIONE DEI MILITARI. (ADNKRONOS)
Ancora insistono nel coinvolgimento (indiretto) di padre Bossi. Anche adesso che è ormai noto che la sua prigione era a Lanao, e non a Basilan.
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Un sisma di magnitudo 6,7 gradi della scala Richeter è stato registrato nell'arcipelago delle Molucche, nell'est dell'Indonesia. È stato lanciato un allarme tsunami. Lo ha reso noto il servizio meteorologico indonesiano. L'epicentro del terremoto sottomarino è stato localizzato 234 km a nord ovest di Ternate, capoluogo della provincia del Nord delle Molucche, a una profondità di circa 50 km. L'intensità della scossa è paragonabile a quella che la scorsa settimana ha colpito il Giappone, ma la profondità alla quale è avvenuta rendono improbabile l'arrivo di un maremoto distruttivo. L’esperienza del sequestro, della prigionia ha reso ancora più salda la fede del missionario del Pime, che racconta di aver “pregato con i rapitori” e di aver intavolato quotidiane “discussioni per capire chi fossimo, per conoscere le differenti posizioni, per scoprire se nel profondo del cuore fossimo felici”. “Dopo qualche giorno – racconta padre Bossi – i rapporti si erano fatti più saldi: alle volte si riusciva persino a scherzare, ma la maggior parte del tempo le nostre discussioni vertevano sul confronto fra la fede cristiana e l’Islam, fra la Bibbia e il Corano”. Infine padre Bossi lancia un appello: “Altri missionari stranieri potrebbero cadere nella rete dei sequestratori nel Mindanao, a meno che non vengano prese drastiche contromisure. I rapitori puntano sugli stranieri nella speranza di ottenere un riscatto con il quale finanziare le attività illegali”. Al contempo dice di credere alle parole dei rapitori, i quali hanno giurato che “non verrà sequestrato di nuovo” anche nel caso di un ritorno nella parrocchia di origine, a Payao. “Amo il popolo filippino e continuerò a servirlo, oggi ancora di più dopo le dimostrazioni di affetto e preghiera durante i giorni trascorsi nelle mani dei rapitori”. Asianews
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