
Per i filippini non ci sono dubbi: la strega è la presidente Arroyo
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L'universo Filippine
Viaggio a Manila & dintorni
PINO SCACCIA
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Per i filippini non ci sono dubbi: la strega è la presidente Arroyo
Un'appartenente alle forze speciali filippine (SAF) durante un esercitazione anti terrorismo a Camp Bagong Diwa, sud di Manila
Sono centinaia le famiglie povere che vivono nel grande cimitero di Manila. Le pessime condizioni economiche costringono così la gente ad abitare tra le tombe. In questa galleria le immagini il fotoracconto delle famiglie: tra bambini che giocano e donne che guardano la tv. A questo si aggiunge anche la grande religiosità dei filippini che in questi giorni si preparano a celebrare la festa dei morti. Tutte le foto
Miss Earth,le candidate in tour per le vie di Manila
Le candidate a Miss Earth, Barbara Tatara (Polonia), Natalia Mattey (Costa Rica) e Liza Marie Forbes (USA) mentere piantano un piccolo albero al Golden Sunset Resort di Calatagan. Tutte le foto
Filippine,inizia lo spoglio delle schede dopo i voti
Il leader spirituale del gruppo più numeroso di ribelli musulmani filippini ha "proibito" ai fedeli dell'islam di "uccidere senza ragione, anche se il bersaglio è un infedele" ed ha lanciato un allarme sul possibile acuirsi di nuovi conflitti nella zona di Mindanao. Ustadz Omar Pasigan, gran mufti dell'arcipelago meridionale, ha parlato mentre i fedeli islamici festeggiavano la fine del mese sacro del ramadan con preghiere all'alba e colpi di arma da fuoco ed ha chiesto loro di fermare la violenza anti-governativa e favorire i colloqui di pace. Una recente serie di attacchi ha minacciato la già fragile tregua instaurata nel 2003 tra il Milf (Moro Islamic Liberation front) e il governo delle Filippine, il Paese asiatico con il maggior numero di cattolici; Pasigan parla però di "possibili nuove violenze". La scorsa settimana la polizia ha accusato in contumacia Ebraihm Murad, leader del Milf, per la sua partecipazione a tre attentati che hanno causato la morte di 7 persone e il ferimento di oltre 30 nel sud: egli è colpevole inoltre di aver invitato alla lotta i fedeli ed aver messo a grave rischio i lunghi colloqui di pace. I servizi segreti di Manila hanno accusato degli attacchi i membri di Abu Sayyaf ["Portatori di spada", braccio locale di al-Qaeda ndr]. Da parte sua, il Milf ha accusato alcuni leader politici locali di aver montato ad arte delle prove contro Murad per ostacolare le trattative volte alla creazione nel sud delle Filippine di un territorio per i musulmani e porre fine a un conflitto che dalla fine degli anni '60 ha causatola morte di più di 120mila persone. Il governo filippino ha dichiarato martedì 24 ottobre giornata di festa per celebrare la fine del Ramadan, ma i musulmani filippini hanno festeggiato la ricorrenza chiamata in lingua locale "Hariraya Puasa" oggi. Un portavoce della polizia della città meridionale di Cotabato afferma che per tutta la notte sono stati sparati colpi di arma da fuoco per celebrare la fine del mese sacro, ma stando alle fonti ufficiali nessuno sarebbe rimasto ferito. Del resto, nelle Filippine è prassi comune celebrare le giornate di festa sparando colpi di fucile e le stime ufficiali della polizia parlano di circa 330mila armi illegali in circolazione nel Paese. A Manila, le autorità hanno concesso a un leader islamico imprigionato per aver guidato una rivolta nel 2001 di poter pregare per qualche ora nella moschea della capitale filippina. Centinaia di musulmani hanno intonato l'invocazione "Allah Akbar" (Dio è grande) all'esterno della moschea mentre Nur Misuari capo del Moro National Liberation Front chiedeva loro di sostenere gli sforzi di pace nel sud, auspicando che il Governo gli conceda di recarsi il prossimo mese in Arabia Saudita per partecipare alla Conferenza delle Organizzazioni Islamiche. Asianews
Un incontro fatto “di domande e risposte”, tutte focalizzate “sui problemi territoriali e sulle divisioni che da anni dividono il Fronte di liberazione islamico Moro (Milf) dal governo”, ma che al momento “non ha ancora dato i frutto che speriamo”. E’ questo, secondo un documento ufficiale del Milf, il contenuto dei nuovi colloqui bilaterali fra gli indipendentisti islamici ed il governo, iniziati il 23 ottobre scorso a Kuala Lumpur, in Malaysia. Quello malese è il quarto incontro fra le parti dallo scorso dicembre: i negoziatori sono il generale Rodolfo Garcia per il governo e Mohagher Iqbal per il Milf. Il punto centrale dei colloqui, che vertono sull’indipendenza amministrativa della regione meridionale di Mindanao (a maggioranza musulmana), riguarda l’annessione di circa mille villaggi della zona di confine, una richiesta che Manila ha fino ad ora giudicato “irragionevole”. Secondo il governo, infatti, questa annessione dovrebbe dipendere da un plebiscito popolare, votato dagli abitanti della regione. Eid Kabalu, portavoce del Milf, dice: “Proprio su questo punto, i negoziatori non trovano un accordo. Quelle terre sono nostro dominio ancestrale, il plebiscito non c’entra nulla”. I negoziatori, intanto, si sono accordati per riprendere i dialoghi di pace a metà novembre. I colloqui di pace fra governo e Milf, convocati dopo 30 anni di guerriglia sanguinosa, sono iniziati nel 1997, ma hanno subito uno stallo fino al 2003, quando la Malaysia si è proposta come mediatore. Al momento, i rapporti sono tesi ma stabili: gli indipendentisti hanno accettato di deporre le armi “temporaneamente”, ed il governo ha ritirato le truppe anti-terrorismo da Mindanao. Tuttavia, la penisola meridionale rimane teatro di attentati sanguinosi, che secondo il Milf sono “opera di fuoriusciti”. Asianews
Jeanne Harn,miss Filippine, in posa per i fotografi
Si chiamava Mauro Mari ed era nato a Brescia 53 anni fa uno dei due uomini ritrovato ieri morto a bordo di uno yacht abbandonato in una piccola baia dell'isola di Tilos (o Tiros) nel Mare Egeo orientale, pochi km a Nord della più grande isola di Rodi. Lo hanno confermato fonti della capitaneria di porto di Rodi precisando che la seconda vittima è un filippino. Il ritrovamento era avvenuto ieri dopo che un pescatore di passaggio aveva avvertito la polizia dell'isola della presenza di una grossa imbarcazione arenata nella baietta di Lethon. Saliti sull'imbarcazione - il "Gharib", 25 metri di lunghezza e con bandiera saudita - gli agenti hanno trovato i cadaveri di due uomini entrambi uccisi a coltellate: il primo era sul ponte e il secondo all'interno dello yacht. Gli inquirenti sono certi che a bordo si trovasse una terza persona che è fuggita a bordo di un canotto gonfiabile che risulta mancante dalla dotazione della grossa barca. Le autorità consolari italiane a Rodi - che stanno seguendo da vicino il caso - hanno reso noto di aver già avvertito i familiari della vittima in Italia.
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