L'universo Filippine
Viaggio a Manila & dintorni
PINO SCACCIA
Sono convinto che ciascuno di noi ha un sogno da realizzare. Ciascuno di noi ha qualche cosa da dire. Non solo con le parole, c'è anche chi si esprime con gesti, chi nel silenzio solidale, chi con un sorriso. L'importante è mantenere vivo il sogno della vita. Bisogna imparare a volare. L’importante è mantenere vivo il sogno della vita. L’importante è volare. Ragazzi, fatevi rapire dai vostri ideali. Io ho iniziato a sognare quando ho deciso di entrare in seminario, ho continuato il mio sogno durante la mia ordinazione sacerdotale, L’ho vissuto nelle Filippine per tantissimi anni, l’ho toccato con mano durante i giorni del mio rapimento. Sono un missionario, dico un povero missionario, uno delle migliaia di preti impegnati nei paesi poveri del mondo. Vivo nelle Filippine da 27 anni, continuerò a farlo e spero veramente di ritornarci. Il sogno è di ritornare prima di Natale o subito dopo. Questa storia, però, non mi cambia e non mi cambierà. Padre Giancarlo Bossi
La maglietta
pinoscaccia@gmail.com
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domenica, 27 aprile 2008, 14:05
 Ecco Mondex, un chihuahua di 5 anni, equipaggiato come un sub durante una sfilata di «moda per cani» a Manila, nelle Filippine.
domenica, 20 aprile 2008, 15:36

Danzatrici filippine si esibiscono in occasione dell'«Earth Day» a Queazon City
venerdì, 18 aprile 2008, 12:10
Contro il bonus per il riso
Meno pellicce, più lattuga
lunedì, 07 aprile 2008, 17:52
L’email mi è arrivata proprio la mattina di Pasqua. Non lo sentivo da gennaio, quando è tornato nelle Filippine. Non riesco a chiamarlo padre Bossi, da quando l’ho conosciuto per me è solo Giancarlo. Talmente pulito e generoso che continua a ringraziare per quello che gli altri hanno fatto per lui, senza rendersi conto di quello che lui riesce a dare. Soprattutto mi manca il suo sorriso: fragoroso coinvolgente inarrestabile. Il contenuto della email è privato, le notizie appartengono però a tutti. E non credo di tradirlo raccontando il suo rammarico di non poter, per ora, tornare dai suoi parrocchiani a Payao, un posto lontanissimo, letteralmente dall’altra parte del mondo. Ricordo ancora la festa, emozionante. Del resto il sequestro non lo ha cambiato, lo aveva promesso alTg1 appena subito dopo la liberazione perchè non poteva - mi disse - abbandonare il miracolo di unire cristiani e musulmani. In quell’isola in fondo a un arcipelago infinito hanno ucciso un altro prete. Scrive: “Mindanao mi manca come mi mancano le sue tensioni. Per ora però rimane un sogno, ho sentito i confratelli, girano tutti con la scorta armata. Rimango dunque a Manila per un anno e poi ci sarà la decisione definitiva. Però non resisto e dopodomani parto per due settimane per quei luoghi. Voglio vedere e sentire, spero di poter girare libero“. Quegli autentici eroi che sono i missionari si chiedono spesso da dove nasca questo destino di vivere ai margini, a favore degli altri. Se lo chiedono anche pubblicamente, in un blog che avevano aperto solo per lanciare appelli ai rapitori e che tengono aperto ora per comunicare. “Forse una forza interiore sorregge noi in qualsiasi situazione e ci permette di affrontare liberamente il nostro destino in questo luogo, da noi scelto, fatto di terra, sale, sabbia, noci di cocco, pioggia, foreste, animali domestici, serpenti, sequestratori, ribelli, fiori di Gumamela, santi e assassini, croci, fanatici e i soliti ignoti mafiosi. Giancarlo, insieme a noi, riprende il cammino verso l’orizzonte di un possibile mondo dove si possa un giorno lavorare senza disperarsi”. Sembra una poesia. Invece è un grande concreto commovente messaggio di pace. Foto
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