
La seconda sessione del Tribunale Permanente dei Popoli (Tpp) incentrata sulla violazione dei diritti umani nelle Filippine si è svolta a L'Aja a marzo. Le organizzazioni Hustisya!, Desaparecidos, Selda, Bayan, Karapatan, Bagong Alyansang Makabayan, Public Interest Law Center, Peace for Life, Philippines Peace Center & Ibon Foundation the International Coordinating Secretariat, Ecumenical Bishops Forum, United Church of Christ of Philippines in rappresentanza del popolo filippino e delle minoranze indigene hanno chiamato in giudizio il governo del presidente Gloria Macapagal-Arroyo e i suoi rappresentanti, il governo del presidente George Walker Bush degli Stati Uniti d'America, oltre che il Fondo monetario internazionale, la Banca mondiale, l'Organizzazione mondiale del commercio, multinazionali e banche straniere, per violazioni gravi e sistematiche dei diritti civili e politici (778 casi di esecuzioni sommarie, 186 casi di scomparse forzate, 203 massacri e 502 casi di tortura); violazioni gravi e sistematiche dei diritti economici, sociali e culturali (deregolamentazione dei prezzi dei prodotti derivati dal greggio, privatizzazione delle industrie e delle risorse minerarie, importazioni - esportazioni dei prodotti agricoli, violazione della sovranità politica ed economica nazionale, distruzione dell'ambiente ancestrale); violazioni gravi e sistematiche del diritto di autodeterminazione del popolo filippino e delle minoranze indigene, repressi dalla pratica della ''war on terror'' e dell' ''Operation Plan Freedom Watch'' da parte degli Stati Uniti. La prima sessione del Tpp si svolse nel 1980 ad Anversa in riconoscimento dell'urgenza dell'appello del Fronte nazionale democratico delle Filippine e del Fronte di liberazione nazionale Moro (minoranza Bangsa Moro), che imputavano la dittatura di Ferdinand Marcos, l'amministrazione degli Stati Uniti d'America, multinazionali statunitensi, banche commerciali affiliate, e istituzioni finanziarie internazionali (Fondo monetario internazionale, Banca mondiale, Banca per lo sviluppo dell'Asia) di gravi violazioni dei diritti umani e del diritto di autodeterminazione del popolo filippino. Dopo ventisei anni, il Tpp ha accolto il nuovo appello per tre ragioni fondamentali: il caso delle Filippine è un modello delle cosiddette ''economic low-intensity wars''; le Filippine sono un caso eclatante di repressione silenziosa; il caso Filippine è un caso di immigrazione forzata, un prodotto della globalizzazione.












